Navigazione veloce
Home > > Libri > > Storico > > La stagione delle bombe

La stagione delle bombe

Autore: Judith Kerr

Editore: Rizzoli Romanzo

Genere: Storico

Anna è una ragazza di 18 anni che vive in una famiglia di profughi antinazisti. Abita in Germania, ma, all’arrivo di Hitler, si trova costretta a fuggire, a causa della fede nella religione ebraica e della posizione sociale del padre, giornalista diffamatore degli ideali del dittatore tedesco. In Inghilterra, Anna impara a diventare una donna adulta, anche se, molti problemi dovuti alla sua nazionalità, le rendono sempre più complicata la vita.

PERSONAGGI PRINCIPALI:
Anna: è ormai una ragazza di 18 anni, profuga ebrea. È una giovane donna esile e di bassa statura. Ha lunghi capelli castani e dei bellissimi occhi verde smeraldo. Quando si guarda allo specchio si ritiene brutta, ma, in realtà, è molto carina. È una ragazza timida e dolce. Di fronte alle persone sconosciute arrossisce imbarazzata e odia con tutta se stessa questa sua caratteristica. Vuole molto bene ai suoi genitori, a cui è molto affezionata.
Max: è il fratello maggiore di Anna. Ha 22 anni ed è veramente un bel ragazzo. È molto alto e, a differenza di Anna, ha un corpo muscoloso e per nulla esile. Ha i capelli biondi e i suoi occhi sono di un blu talmente intenso da ricordare il mare. Ha un carattere molto forte e non si lascia scoraggiare facilmente.
John Cotmore: è l’insegnante di disegno di un corso serale per giovani pittori. Ha circa 35 anni ed è un uomo di bell’aspetto. Ha capelli corvini e occhi azzurri profondi. Nel complesso, è molto attraente e riesce a far innamorare anche ingenue ragazze come Anna.

MI E’ PIACIUTO PERCHE’: questo libro mi è piaciuto veramente molto! Fin dalla prima pagina è stato così coinvolgente da essere letto tutto d’un fiato. La storia, nel modo in cui viene narrato, è molto bella. Judith Kerr ha un metodo di scrittura affascinante. Frasi semplici, ma con un significato assai incisivo. Ho apprezzato il fatto di leggere la storia di una normale vita quotidiana in un contesto così disagiato. Credevo che, in una realtà di guerra, si riuscisse solo a pensare a come sopravvivere o a dove nascondersi. In realtà, le parole di Anna mi hanno fatto riflettere sul fatto che chiudersi in se stessi e privarsi dei sentimenti a causa della cruda realtà, non possono che portare a soccombere, forse anche ad impazzire. E’ molto bello vedere quanto la famiglia, gli amici e l’amore possano aiutarci a vivere serenamente anche con una battaglia aerea sopra la testa.

QUESTO ROMANZO MI HA RICORDATO: questo romanzo coincide con i racconti delle dure prove della vita che ha dovuto subire mio nonno Edoardo, durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi, seppur in Italia, ha visto con i propri occhi ciò che Anna racconta. Anche mia nonna Amelia ha storie simili da raccontare. Il padre, Alfredo, era un uomo dal cuore nobile. La sua famiglia aveva dato ospitalità ad un gruppo di ebrei, perseguitati dal nazismo, fatto che non era di certo apprezzato dai tedeschi.

MI SONO IDENTIFICATA IN: in questo romanzo mi sono identificata in particolare nel personaggio di Max. E’ un ragazzo molto deciso e sicuro di sé, che cerca in tutti i modi di ottenere ciò che desidera, proprio come me.

Giulia